Il contesto
In un tempo che appare lontano, presso la base lussiniana dell’Adriatic Dolphin Project vide la luce un giornalino fatto in casa con pochi mezzi.
Lo stampavamo foglio per foglio, e veniva pinzato a mano. La posta elettronica non esisteva ancora, per cui ogni numero veniva pazientemente imbustato e spedito per lettera a ricercatori, amici, e ai volontari che ci stavano più simpatici.
L’iniziativa ebbe un successo insospettabile, ma durò soltanto un anno (il 1994). Poi forse mancò il tempo per continuare, oppure l’entusiasmo si affievolì.
A documentare quel periodo particolarissimo della vita di Tethys restano cinque numeri di Blowhole - così chiamammo quel buffo giornaletto.
Fa piacere ritrovare in quelle pagine tanta voglia di fare, tanta coesione e determinazione. Non c’era il becco di un quattrino e le risorse mancavano quasi del tutto. Eppure da quella casetta di Lussingrande, in Croazia, sono passate tante persone che hanno poi scelto di dedicare la loro vita allo studio e alla tutela dei cetacei.
Giovanni Bearzi |