Al nostro amico Giorgio
   

25 ottobre 2004


Il formidabile Comandante di Gemini, il nostro caro amico Giorgio, ci ha lasciati. Se n'è andato su una rotta che lo allontana da noi, ma ci resta il ricordo di tante belle ore di navigazione trascorse a chiacchierare amabilmente, di tanti avvistamenti con lui al timone. Dolci serate sotto le stelle e allegre bevute insieme. Momenti sempre allietati dal suo spirito paziente, dai suoi modi premurosi, dalla sua simpatia, dal suo riso contagioso. Lavorare con lui - in mare o a terra - era un grande piacere e infondeva un senso di sicurezza. State tranquilli: c'è Giorgio.
Saremo un po' meno tranquilli, ora, quando il motorino di avviamento si rifiuterà di funzionare proprio mentre siamo in mezzo al mare, di sera, al largo della Dominica o della Corsica. Penseremo a lui in quel momento. Ricorderemo le avventure insieme, fra capodogli e arcobaleni caraibici oppure grattando via la ruggine sotto coperta. Ripenseremo a lui lasciando da parte per un momento macchine fotografiche o marchingegni elettronici e soffermandoci a guardare quelle onde, quei delfini e quelle balene che lui amava, e che tanto ci ha aiutato a studiare. Grazie Comandante.

(Giovanni Bearzi)


Quando sentivamo l'ennesimo rumore dell'ennesimo motore dell'ennesima barca che puntava su di noi, ti confessiamo che ci prendeva un po' di sconforto. Ma poi ci accorgevamo che la prua era quella del Gemini, e che al timone c'eri tu. Lo sapevamo perché attraverso lo sfiatatoio ci perveniva una certa gradevole puzzetta di toscano... E allora eravamo tranquille. Sapevamo che la prua del Gemini ci avrebbe trattato con garbo. E sapevamo anche, allora come ora, che se un giorno queste acque torneranno ad essere per noi amiche e ospitali come una volta, lo dobbiamo anche a te.
Buon viaggio, caro Giorgio. Navigheremo ancora insieme.

le tue amiche del Santuario Pelagos

(Giuseppe Notarbartolo di Sciara)


Con lui tutto sembrava semplice: uscire indenni da una tempesta improvvisa, avvistare finalmente una balenottera in mezzo al nulla, avvicinarla con tale perizia da riuscire a vederla sott'acqua, spiegare la vita dei cetacei ai volontari senza mai dare sfoggio di erudizione, fare quel nodo che riesce a tenere su l'amaca tra le sartie, riconoscere Antares tra le migliaia di stelle del cielo di luglio. Improvvisare una cena in casa, con Carlina e Lele, ogni volta che piombavo a Milano senza preavviso; lanciarsi in una serata con le "socie" Carlina e Arianna; bere un ultimo bicchiere di vino con le candeline accese nel piccolo giardino, come fosse nel pozzetto di "Gemini", di sera, noi amici, in mezzo a un mare calmo. E' possibile che tutto questo non ci sia più? No, non è possibile. Grazie Giorgio, tutto quello che di straordinario ci hai dato resterà per sempre.

(Maude Jahoda)


Conosco Giorgio Barbaccia da più di 10 anni.
Da allora ho sempre pensato di essere una privilegiata perché incontrare una persona cosi' non è una cosa che capita spesso nella vita...
E sono sicura che tutte le persone che hanno condiviso con me questa fortuna adesso stanno pensando a tutti quei momenti di vita passati con lui come a pietre preziose da conservare per sempre dentro... si', Giorgio era una persona davvero speciale... una bella persona come ce ne sono davvero poche...
io ho avuto la fortuna di conoscerlo bene... sono stata in barca con lui tante e tante volte...
con lui ho visto e nuotato per la prima volta con i globicefali... io Carla e Giorgio, insieme, abbiamo visto nascere in mare un piccolo di pseudorca... abbiamo visto nuotare i delfini comuni a prua della Gemini di notte mentre lasciavano scie luminose nuotando fra miriadi di organismi planctonici fluorescenti... e Giorgio era uno che pur avendo visto tante e tante cose, pur avendo una cultura sconfinata, sapeva tornare a "sorprendersi" di fronte a un delfino che salta o a una persona che lo vede saltare per la prima volta e si commuove!
Una persona unica e irripetibile.
Non so spiegare perché a volte si creino dei legami tanto forti tra persone tanto diverse... ma sara' sempre grata a Giorgio e a Carla per avermi fatto sentire parte della loro meravigliosa famiglia, per avermi consentito di condividere con loro momenti meravigliosi come la nascita della loro bellissima bambina, avventure e capodanni indimenticabili consumati fra tramonti e baie e anche le mille e mille storie del loro quotidiano che mi facevano sempre pensare che quando si incontrano due persone splendide quello che ne nasce è un qualcosa di ancora più splendido.
Io Giorgio l'ho conosciuto in mare... e voglio ricordarlo cosi'... in mare, con il vento, le onde... delle vele in tensione... voglio ricordare la sua calma glaciale, olimpica... inespugnabile. E la sua capacità di infondere sicurezza anche nei momenti peggiori, quando anche il mare da amichevole compagno di mille e mille estati, solare e sorridente, diventava scuro, nemico, ostile, freddo e pericoloso. C’era Giorgio pero' e Giorgio sapeva sempre come blandirlo, come tenerlo a bada e come tenere a bada le nostre paure. Giorgio era il cuore che faceva pulsare tante piccole cose.
Giorgio era il collante di tante serate passate in compagnia di persone che non potevano essere più diverse... Giorgio era il calore, il piacere di condividere una chiacchierata, un caffè, un po’ di rum al lume di una lampada su una barca che rolla... Lui parlava poco ma noi sapevamo che era li' a tenerci uniti, a insegnarci come si affronta la vita senza troppe paure, senza lasciarsi vincere dall’angoscia... non importa quanto terribile poteva essere il futuro dietro l’angolo.
Questo era Giorgio. Questo era il comandante Barbaccia e io sono sicura che anche il mare lo rispettava come lo rispettavamo noi. Si', per me Giorgio era il mare. Io non so se riusciro' mai a più viverlo nello stesso modo senza di lui... Forse solo se riesco a immaginarlo ancora li', in mare con una vela, mentre gioca ancora una volta con il vento e con le onde, con dei delfini che lo accompagnano. Si', forse cosi'.
Ciao Giorgio.
Non ti dimentichero' mai.

(Arianna Azzellino)


Eravamo profondamente legati a Giorgio perché è stato andando in barca con lui, sulla Gemini, che è iniziata la nostra storia e la nostra vita insieme; possiamo dire che è stato il nostro testimone. Giorgio, con il suo mezzo sigaro in bocca, era una persona che lasciava il segno in tutti coloro che hanno avuto il piacere e l'onore di conoscerlo, di intavolare quelle belle conversazioni mai banali, di imparare sempre qualcosa, di condividere pezzi di vita. Andare per mare ora non sarà più lo stesso, anche se i suoi insegnamenti ne manterranno vivo il ricordo. Buon vento comandante...

(Simone Panigada e Margherita Zanardelli-Panigada)


Se mi sono innamorata dell'andar per mare il merito è anche suo: del suo entusiasmo, della sua risata contagiosa, dei suoi racconti da “capitano dei sette mari”, tra traversate atlantiche e nascite di pseudorche, della sua calma di fronte a ogni difficoltà che il mare ci metteva davanti e nelle manovre, durante ormeggi impossibili a chiunque altro. Ricordo anche la sua allegria che, insieme ai suoi fantastici mojito, rendevano uniche le feste su Gemini; d’ora in poi ogni volta che berro' quel cocktail brindero' a lui.
Ricordo l’ultimo viaggio fatto insieme, da Sanremo a Milano, parlando di sogni e progetti, ma la cosa che più mi rimarrà in mente è l'amore e l'orgoglio che si palesava ogni volta che parlava della sua Lele, ogni volta che la guardava, uno scricciolo con l'energia di un vulcano, proprio come il mare, proprio come lui.

(Claudia Fachinetti)


Caro Giorgio,
ti scrivo da un luogo lontano, un altro oceano. Sono passati anni da quando abbiamo veleggiato assieme quell'ultima volta nelle acque dei tropici. Con me è rimasto il ricordo indelebile di quei giorni, delle ore trascorse assieme ad ammirare le costellazioni e i delfini o a chiaccherare vicino al tuo timone.
Grazie Giorgio, per aver condiviso momenti irripetibili e avermi ricordato di guardare il mare con gli occhi sempre curiosi di un bambino.

(Maddalena Bearzi-Saylan)


giorgio,
te ne sei andato con discrezione, come tua abitudine
il mare che cosi' tanto hai amato e le sue creature con cui
ti sorprendevamo a conversare lo percepiscono, in questo
giorno di uggioso scirocco e, pur dispiaciuti per le tue spoglie mortali,
se ne rallegrano perché potranno condividere per sempre con te
le profonde immersioni e le spensierate veleggiate,
gli approdi remoti e le inesauribili notti stellate

sappiamo dove venirti a cercare, vecchio indimenticabile
barbaccia, per incrociare ancora il tuo sguardo intenso e
ascoltare l'eco delle contagiose risate:
nel soffio del capodoglio e nelle piroette di una stenella
nel plancton luminescente, in un arcobaleno tropicale
nelle lacrime della guarnizione di testa del glorioso deutz
nel ricordo dei tuoi "equipaggi" e degli amici
negli occhi dei tuoi figli e di Carlina

e ci ritroveremo, quando giungerà anche il nostro tempo,
a navigare insieme e a riprendere il filo dei discorsi interrotti
e dei sogni, godendo ancora della sottile e irresistibile ironia
con cui - cappellaccio in testa e sbuffi di sigaro impertinenti -
sapevi declinare i mutevoli accadimenti della vita

fino a quando gemini continuerà a solcare i mari...

addio, caro giorgio
e vento in poppa

(Nicola Stoppelli)


Amo pensare a Giorgio adesso che veleggia in un mare tutto suo, su una barca accogliente, sicura, forse anche un po' rugginosa... in piedi, al timone, con il suo immancabile sigaro tra le labbra e il suo dolce e paziente sorriso, che spesso si lascia andare in una risatina leggera, ma anche profonda.
Attraverso lui ho imparato a vivere il mare seguendo i suoi ritmi naturali, lasciando a volte da parte la precisione e le scadenze della scienza. La prima volta che l'ho conosciuto sono rimasta impressionata dalla calma con cui riusciva ad affrontare le situazioni più difficili: un atteggiamento che mi ricordava un porto sicuro da qualsiasi tempesta.
Di lui mi rimangono meravigliosi ricordi di serate passate sotto le stelle a raccontarci impressioni, storie di mare e di animali marini con un bicchiere di rum in mano o in alternativa di semplice tè marocchino. Una bellissima persona che mi ritengo molto fortunata di aver conosciuto. Grazie Giorgio per tutte le emozioni che mi hai fatto vivere.

(Elena Politi)


Quando uno parte, deve gettare
in mare il cappello pieno di conchiglie
raccolte durante l'estate,
e andarsene coi capelli al vento.
Deve scagliare in mare la tavola
apparecchiata per l'amato,
deve versare in mare il vino
avanzato nel suo bicchiere,
dare ai pesci il suo pane
e mescolare al mare una goccia di sangue.
Deve infilare bene il coltello
dentro le onde e affondarvi le scarpe,
cuore, àncora e croce,
e andarsene coi capelli al vento!
Allora si', ritornerà.

I. Bachmenn, Canti di un'isola

(Barbara Mussi)


Con gli occhi velati da lacrime, leggo i pensieri scritti da molti amici che ti hanno seguito fiduciosi e sicuri nelle avventure a bordo del "nostro" Gemini, tu e io soci onorari. Per me non so, ma per te sicuramente meritato per il massiccio apporto collaborativo competente e generoso.
Questi pensieri sono un escursus vero e genuino di quello che tu eri e sempre resterai nella nostra memoria fino a quando anche le nostre "rotte" si congiungeranno alla tua.
Sono orgoglioso di esserti stato amico. Ciao Comandante, mi mancherai !

(Claudio Cavolla)


Giorgio, sono arrabbiata.
we can try, dice una canzone... possiamo provarci
a costruire una fortezza dentro di noi capace di resistere alle tempeste e di volare alto
we can try, Giorgio
ma senza di te non è la stessa cosa
Comandante, dovevi insegnarci ancora un sacco di cose
la vita è un miracolo e non ti ha dato neanche il tempo di congedarti mentre eri proiettato in avanti
sarai il vento amico, che tenderà le nostre vele
sarai una stella lassù, senza dirci qual'è la costellazione
nessuno di noi puo' scordare il tuo sorriso sul mondo... la tua saggezza, la tua pazienza, la ponderazione, la tua sapienza, la tua accortezza, la tua semplicità
come quando fai il pane
la tristezza stordisce l'anima e già so che non saresti contento di vederci cosi'
... ma ci guardi per favore?

(Erminia Gazzillo)


Una notturna

Un classico: Portovenere-Cavo con ça irà o Utopia non ricordo, tant'è che eravamo su un sei metri di legno Valter Fiocco, Giorgio e io, che in quanto "prez", c'ero.
Col buio, dopo il mio turno mi metto a dormire: si stava bene, due metri d'onda bella tonda al mascone, quindici nodi di vento di bolina larga e la luna.
Verso le due Giorgio mi sveglia: c'erano i delfini! Dopo un attimo stavo in ginocchio a prua e li vedevo che dal nero emergevano bianchi, illuminati dalla luna, tanto vicini da toccarli.
Giorgio, sta tutto nel mio cuore, per sempre.

(Paolo "prez" De Giuli)


Domenica a fine ottobre, vado a prendere la barca che ho sempre sognato e che alla fine ho acquistato, un Gladiateur Wauquiez. Mentre stavo ispezionando Jonathan prima di salpare, il vecchio proprietario mi dice di Giorgio. Sono rimasto di sasso, improvvisamente non mi è importato più il controllo dell'inventario. Mentre navigavo alla volta di Genova ti ho pensato spesso. Non ci vedevamo da anni e ci siamo frequentati poco.
Sei stato per me un maestro nella grande scuola che è il mare.

(Roberto Magnoli)


E’ il 1993. Emozionata arrivo a Porto Sole per imbarcarmi sulla "Bestiaccia" che mi avrebbe portata a tuffarmi in quell’esperienza che, già sapevo, mi avrebbe cambiato la vita. Mi accolgono i ricercatori ed il Comandante… maglietta, pantaloncini corti e toscano. Due occhi colore del suo mare, con una luce dentro da illuminare la via ai naviganti. Il mio primo pensiero:"che viso simpatico, il classico lupo di mare".
"Io sono Giorgio" mi dici, "Giorgio Barbaccia", accompagnando la presentazione con la tua classica, ineguagliabile, inimitabile risata sommessa che ti contraddistingue. E che dà quel senso di gioia e sicurezza insieme. La mia sensazione è di avere appena conosciuto una persona speciale. E non mi sbagliavo...
Da allora molte onde hanno accompagnato gli innumerevoli, piacevoli momenti condivisi con te, Giorgio... le tue massime ("A Gemini si deve voler bene, altrimenti si offende! Non è colpa sua se rolla cosi' tanto!"), il tuo toscanello, i tuoi occhi che sanno insegnare, trasmettere gioie, ma anche, quando necessario, rimproverare con dolcezza. La tua saggezza, la tua splendida dignità, il tuo calore, il rispetto, impossibile da non provare nei tuoi confronti.
Non potevi fare scelta migliore con Carlina, un po’ il tuo specchio, non potevate dare un frutto migliore.
Ti ringrazio di essere stato il mio mèntore. Ho imparato tanto da te.
Con precise e essenziali pennellate hai saputo dipingere un quadro che non scolorirà mai.
Grazie, Comandante! Buon vento...

(Carola Vallini)


Io l'ho conosciuto una sera in una scuola civica serale per geometri, dove lui ci ha insegnato qualcosa di più dei contenuti scentifici o tecnici di una materia, qualcosa di più del contenuto di documentari o filmati scentifici, qualcosa di più di qualche racconto, ci ha dato esempio di umiltà e umanità.
Ho saputo solo oggi del suo ultimo viaggio, il più lungo, e sono consapevole del fatto che lui ci ha solo anticipati, chi prima o chi dopo lo raggiungerà su una Gemini eternamente in navigazione.
Mi è spiaciuto molto sapere di non poter più navigare con lui in questa vita, anche se non sopporto il mare e so che il mio posticino sdraiato a poppa è sempre prenotato, da li' pero' ero il primo ad accorgermi del tonnetto che abboccava alla sua lenza.
Ciao Giorgio, mi mancheranno le tue lezioni, buon vento!

(Pietro Gattulli)


La prima volta in barca a vela, racconti di mare e di stelle, storie di persone, semplicità e cortesia... questi sono solo alcuni dei regali che ho ricevuto dal mio prof. di biologia Giorgio Barbaccia.

(Chiara Rosati)


Io non ho mai conosciuto il capitano Giorgio, ma curiosando tra le vostre pagine in cerca di un’occasione per trascorrere un po’ di tempo con il mio amatissimo mare e i suoi splendidi delfini, ho incontrato tra i vostri ricordi e foto il volto gentile di un uomo che mi ha fatto ricordare il sapore di tutte quelle piccole cose che sono verità ed essenza della vita. Sono certa che vi ha insegnato a sentirvi “VIVI”, vi ha fatto sentire le onde di dentro con quel suo sguardo che sa d’infinito come il mare. Io, ci ho visto questo e molto più e mi dispiace davvero non aver potuto conoscerlo, visto che il mare, anche per me è quanto io amo di più al mondo, ma vorrei, se permettete, unirmi a voi nel ringraziarlo per aver spalancato le finestre della vita in tutti coloro che ha incontrato. Ciao Giorgio!

(Irma)


Ho avuto il piacere di conoscere Giorgio in un paio di occasioni sul Gemini Lab.
Ricordo di lui quella serenità che traspariva da ogni sbuffata di fumo del suo sigaro.
Ricordo il modo in cui avvicinava le nostre "grandi amiche".
Ricordo il silenzio, la pace e l'emozione di quando mi ha calato dritto davanti a Lei e l'ho vista, faccia a faccia, passare lunga sotto di me.
Ricordo le serate, le stellate il silenzio rotto dai soffi notturni di due balenottere.
Lui c'era sempre in queste occasioni e sempre sarà nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

"Quando la schiena si inarca e ti lascia l'ultima vista prima di immergersi... tu sei tranquillo perchè sai che quell'emozione che hai provato tornerà ancora, da qualche parte... a breve... rompendo ancora la superficie del mare. E cosi' tu, Giorgio, hai lasciato emozioni a coloro che hai incontrato, e tornerai a rompere la superficie della mia memoria con il tuo ricordo".

(Andrea Brusa)


Sail & Whale

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